Storia del caffè in Germania, e di come superò in vendite la birra.

Amici di Marcafè ben ritrovati, oggi parleremo dell’arrivo del caffè in Germania e di come la sua diffusione sia stata esplosiva. Ricordate lo scorso articolo e cosa successe in Francia? Bene, qui la situazione è stata molto più seria, ma andiamo per gradi.


Tutti sappiamo quanto sia grande la passione dei tedeschi per la birra, la Germania è la sua patria e vi possiamo trovare sicuramente i migliori prodotti in circolazione, ma se vi dicessi che all’arrivo del caffè ci fu un enorme crollo nelle vendite di birra ci credereste?  Il caffè arrivò in Germania all’incirca alla fine del 1600 grazie ad alcuni commercianti di Amburgo, purtroppo prima non c’era stato spazio per questa bevanda in quanto i commercianti, puntando tutto sulla birra, non presero in considerazione la messa in commercio di questo nuovo prodotto. Ma quando da Amburgo, nel giro di pochi anni iniziarono ad aprire caffetterie anche a Francoforte, Berlino, Lipsia e Norimberga il caffè divenne un vero e proprio caso nazionale.

Se in Francia i produttori di vino misero in giro pettegolezzi e maldicenze su chi consumava vino, perché vedevano il loro commercio diminuire, il Germania la cosa fu ancora più eclatante. Il commercio di birra subì una clamorosa frenata, tanto  da far scendere sul piede di guerra i produttori di birra e  lo stato stesso che  vide diminuite le proprie entrate.
Per evitare il dilagare di questo reale problema, Federico II di Prussia decise di agire con fortissime restrizioni  nei confronti del caffè e nel 1781 si arrivò al promulgamento di un decreto che proibiva a chiunque di possedere o cedere caffè torrefatto o da torrefare, pena la multa di dieci libbre, vietò a chiunque non fosse autorizzato di tostare il caffè a casa propria o in altri edifici e chi aveva del caffè in casa di denunciarne il possesso alle autorità entro e non oltre otto giorni.

La situazione era  tanto seria che si cercava sempre un escamotage per aggirare la legge, ad esempio nella periferia di Berlino fu creata un area di ristoro per tutti coloro che stavano visitando il paese, dove tra le altre cose poteva essere servita acqua calda avvisando i clienti che se volevano il caffè questi potevano prepararlo da soli in quanto i titolari non potevano. Un trucco per svicolare dalle norme vigenti ovviamente, ma sufficiente a farvi capire la situazione che i commercianti e i normali cittadini erano costretti a subire.

Tutto questo fortunatamente terminò poco dopo la morte di Federico II, quando questo decreto restrittivo fu finalmente abolito. Forse è per questo suo percorso travagliato che fino ad oggi il caffè il Germania non è stato trattato con i dovuti riguardi, infatti essendo molto recente la sua tradizione “libera” spesso viene prodotto in maniera. . .diciamo discutibile, e quello che troviamo spesso nei locali ha un sapore quasi bruciato, molto intenso e secco oltre ad essere moooolto lungo.
Ma anche in Germania ci sono dei segnali di cambiamento, infatti negli ultimi anni sta prendendo piede il caffè “all’italiana” che finalmente sta sdoganando la cultura del buon caffè.

Con questo vi salutiamo e vi diamo l’appuntamento al prossimo articolo alla scoperta della tradizione del caffè in un nuovo paese, a presto.

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