Egitto, dove è nata la tradizione del caffè.

Amici di Marcafè ben ritrovati, oggi andremo Egitto per scoprire dove è nata la tradizione del caffè e come si è diffusa prima nei paesi arabi e poi nel resto del mondo.
Come in tutte le storie che si rispettino non abbiamo un origine certa della sua scoperta ma in molti raccontano di un pastore etiope che capì le potenzialità della pianta, Kaldi era il suo nome e notò che il suo gregge durante una delle sue uscite divenne particolarmente agitato e irrequieto.
Non capendo da cosa potesse dipendere questo cambiamento cercò nella nuova zona di pascolo la causa e notò una pianta con delle bacche particolari che da quel momento,dopo la dovuta preparazione, divennero un prodotto inestimabile.

Il caffè fu preso subito in grande considerazione dalle popolazioni locali, infatti se l’alcol era bandito perché annebbiava la mente, il caffè era esaltato per le sue proprietà, favoriva la concentrazione e aiutava a rimanere svegli, tanto che fu usato anche in campo farmaceutico con finalità curative.
Per questi motivi  fino al 1400 era proibito esportarlo in quanto si considerava questa pianta molto preziosa, quasi magica e fu solo l’uso nei conventi mussulmani a fargli valicare i territori arabi verso tutto il territorio europeo grazie ai commerci con l’altra sponda del Mar Rosso e in Yemen.

La sua vera commercializzazione iniziò nei primi anni del 1500 e il monopolio ottomano  durò per moltissimi anni , i pellegrini mussulmani durante i loro viaggi erano usuali portarsi dietro il caffè e molto velocemente questo prese piede in Persia, Turchia, Africa settentrionale e Egitto, il più famoso di questi  pellegrini, Baba Budan, portò addirittura la pianta in India dove nel corso degli anni prese sempre più piede.

In questi anni di sviluppo al di fuori dei monasteri, a Medina e alla Mecca nacquero le prime case dove veniva fatta la mescita pubblica e in questi posti arredati secondo la variopinta moda orientale, oltre a bere un caffè amaro e denso si poteva ascoltare musica e fare giochi popolari.
Il caffè, che fino a quel momento aveva avuto una diffusione molto limitata, ottenne un grande riscontro nel pubblico e fu adocchiata da chi metteva in atto la legge islamica, che in questi luoghi di ritrovo vedeva spesso un posto dove si andava contro i loro dettami in quanto le capacità eccitanti del caffè erano ritenute contrarie alla giusta condotta da tenere.

Purtroppo all’aumentare di questi locali di ritrovo, le autorità religiose notarono una diminuzione della partecipazione popolare alle pratiche religiose, e  i fedeli iniziarono delle vere e proprie rappresaglie verso chi faceva uso di caffè bruciando le scorte dei magazzini e facendo chiudere i locali. Fu soltanto grazie al sultano d’Egitto che fece revocare questi ordini che il caffè pian piano prese piede anche nella vita di tutti i giorni, nonostante l’autorità religiosa insistesse ancora sul fatto che fosse una bevanda blasfema e che nel giorno del giudizio  la faccia di chi avesse continuato  a bere caffè sarebbe diventata nera come le pentole dove questo veniva preparato mostrando a tutti il loro peccato.

Oggigiorno invece viene chiamato “il Vino del profeta” e viene servito molto zuccherato come segno di lieta accoglienza dell’ospite, mentre quello amaro a differenza del passato viene bevuto solo in occasioni di lutto. Solitamente nelle tribù di beduini, quando l’ospite è gradito si offrono tre tazze di caffè da bere, la prima e la coppa dell’ospite e serve ad onorare la visita, la seconda è la coppa della spada che serve a elogiare il coraggio degli uomini beduini mentre la terza coppa è quella dell’umore e serve a sottolineare la felicità del momento.

Un'altra tradizione molto simpatica invece si ha nel momento in cui il pretendente chiede la mano alla famiglia della promessa sposa, in questo caso prima della proposta effettiva la sposa serve del caffè alla famiglia del futuro marito e se lei non ricambia l’affetto del giovane mette del sale nel suo caffè in modo da fargli capire i suoi sentimenti ed evita una situazione imbarazzante alla sua famiglia.

Con questo è tutto per oggi, vi aspettiamo al prossimo appuntamento per scoprire nuove storie e tradizioni legate al caffè.

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